Paolo VI, un santo che canta la bellezza della vita

Il  6 agosto del 1978,  festa della Trasfigurazione, tornava alla casa del Padre Giovanni Battista Montini (1897-1978), papa Paolo VI. Beatificato il 19 ottobre 2014,  canonizzato il 14 ottobre 2018, è un “santo per la vita” per le opere compiute in vita e dopo la morte.

Un Papa per la vita: dalla storia alla canonizzazione

Giovanni Battista Montini (Concesio-BS 26 settembre 1897- Castel Gandolfo 6 agosto 1978), papa Paolo VI dal 1963 fino alla sua morte nel giorno della Trasfigurazione, è la figura di Santo per la vita con cui è stata aperta la Rubrica del Sì alla Vita “Santi Eroi per la Vita”  nel 2020.

Proclamato prima Beato (19 ottobre 2014) e poi Santo (canonizzato il 14 ottobre 2018) da Papa Francesco, Paolo VI è un “santo per la vita” per le opere compiute in vita e dopo la morte-

Il Papa che portò avanti e concluse il Concilio Ecumenico Vaticano II, rinnovò la chiesa, attraversò il ’68 e gli anni di piombo, il papa dei viaggi apostolici, di Atenagora, delle riforme, della Populorum Progressio, dell’arte e degli artisti, affronta, forse per primo tra i pontefici, il tema bioetico del “gravissimo dovere di trasmettere la vita umana”[1].

La profezia dell’enciclica Humanae Vitae

Lo fa nella Humanae Vitae del 25 luglio 1968, sua ultima enciclica. L’HV, opera profetica, affronta il tema della vita nascente, della trasmissione della vita, in maniera globale, all’interno della famiglia, dell’amore coniugale, dove la vita si genera. Prende in esame il mutamento della società, i nuovi aspetti del problema, gli studi scientifici e le conclusioni della commissione creata ad hoc, perché la trasmissione della vita “tocca la vita e la felicità degli uomini”[2]. Di fronte alla richiesta, anche all’interno della chiesa, qui espressa in modo molto esemplificativo ed incompleto, se utilizzare metodi artificiali per la regolazione delle nascite[3], papa Paolo VI ribadisce il legame inscindibile tra atto coniugale, unitivo e procreativo, vita umana nascente e felicità della persona. Pertanto, conferma che “qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita” e “che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. È parimenti da condannare, come il magistero della chiesa ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna. È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”.

Le contestazioni e il “martirio sociale”

L’enciclica è fortemente dibattuta, viene attaccata e non accolta anche da parte della chiesa. Inizia una persecuzione dura (contestazioni, effigi del papa bruciate[4], manifestazioni pubbliche degli abortisti, a volte violente, discorsi di odio, attacchi mediatici, ecc.) contro Paolo VI, prima osannato e amatissimo per le riforme, per la Populorum Progressio, per il concilio, ecc., e in parte anche contro la sua famiglia. Si potrebbe parlare di un martirio sociale e culturale. La HV  segna uno spartiacque perché la sua mancata o parziale accoglienza ha portato alla separazione tra sessualità, amore e vita. Separazione estremamente pericolosa perché non corrisponde alla realtà della persona umana e non e rispetta la sua piena dignità, di cui si vedono i frutti nefasti oggi con aborti, violenza sulle donne e sui loro corpi, pratiche di PMA, maternità surrogata, commercio di esseri umani, calo delle nascite, ecc. Il legame tra mentalità contraccettiva e mentalità abortiva si è dimostrato in questi anni.

La difesa della vita come fondamento della Pace

Questa affermazione globale di difesa dell’amore umano, della trasmissione della vita e della vita umana nascente si basa sul concetto pieno di dignità umana che Giovanni Battista Montini aveva e che è il fondamento di altri suoi documenti e discorsi, si pensi alla già citata Populorum Progressio e alla Giornata per la Pace da lui fondata proprio nel 1968.  Del resto Montini ha “sempre difeso la vita” cantandone la bellezza.

A questo proposito nel messaggio per la I Giornata della Pace, da lui istituita il 1° gennaio 1968. esprime la necessità di riconoscere i “diritti della persona umana” e ricorda che tra i pericoli che minacciano la pace c’è quello di non riconoscere e rispettare il diritto alla vita e alla dignità umana.

Nel messaggio, appassionato e vibrante, per la X Giornata per la Pace del 1° gennaio 1977, Se vuoi la pace, difendi la vita, Paolo VI riconosce l’inscindibile legame tra la vita e la pace: “bisogna senz’altro riconoscere il primato alla Vita, come valore e come condizione della Pace”.

“Per avere la Pace autentica e felice” si deve “difendere la Vita, risanare la Vita, promuovere la Vita”. Ad uccidere la pace, secondo il Santo Padre non è solo la guerra, ma “Ogni delitto contro la Vita (…), specialmente (…) la soppressione della Vita nascente, con l’aborto” perché “la Vita umana è sacra fin dal primo momento del suo concepimento e fino all’ultimo istante della sua sopravvivenza naturale nel tempo (…) è intangibile, è degna d’ogni rispetto, d’ogni cura”.

Gli farà eco a Oslo l’11 dicembre del 1979 Madre Teresa di Calcutta nel suo discorso per il ritiro del premio Nobel: “il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa”.

L’omelia-testamento del 1978

Era il tempo della discussione aspra sull’aborto che verrà introdotto  in vari stati occidentali (tra cui Regno Unito con l’Abortion Act nel 1967, USA nel 1973 con la Roe vs Wade, Francia con la legge Veil nel 1975 e nel 1978 in Italia con la legge 194 del 1978). Il 29 giugno 1978, in occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo (XV anniversario dell’Incoronazione), Paolo VI farà un’omelia- testamento, l’ultimo grande discorso pubblico, in cui parlerà dei due punti salienti del suo Magistero pontificale la “tutela della fede” e la “difesa della vita umana” che “deve cominciare dalle sorgenti stesse della umana esistenza”. A proposito di quest’ultimo papa Montini dichiarava: “In questo impegno offerto e sofferto di magistero a servizio e a difesa della verità, noi consideriamo imprescindibile la difesa della vita umana. (…) E noi (…) abbiamo fatto programma del nostro pontificato la difesa della vita, in tutte le forme in cui essa può esser minacciata, turbata o addirittura soppressa” perché “l’aborto come l’infanticidio sono abominevoli delitti”(Gaudium et Spes, 51).

Paolo VI tornerà al Padre il 6 agosto dello stesso anno. Giovanni Paolo II, suo successore, seguirà in toto e approfondirà il magistero del suo predecessore sulla difesa della vita umana in particolare nascente e morente.

I miracoli prenatali e la via alla santità

Ma non finisce qui. Saranno infatti due miracoli prenatali a portare Paolo VI prima alla beatificazione e poi alla canonizzazione. Come se le persecuzioni subite proprio nel ribadire senza tentennamenti il diritto alla vita del bambino concepito gli avessero spalancato la possibilità di prendersene cura e di diffondere quella che lui chiamava la civiltà dell’amore.

Il primo miracolo prenatale avviene egli Stati Uniti nel 2001. Si tratta della guarigione inspiegabile di un feto al 5° mese di gravidanza. A causa della rottura della vescica fetale con presenza di liquido nell’addome della madre e assenza di liquido nel sacco amniotico, un bambino rischiava la morte al sesto mese di gravidanza. I medici, per la gravità della situazione, suggerirono alla madre di abortire. Questa, però, si rifiutò e su suggerimento di una suora sua conoscente, si dedicò alla preghiera. La religiosa le donò un santino di Montini e un frammento dell’abito del Pontefice scomparso nell’agosto del 1978. Due mesi dopo il bimbo nacque sano con parto cesareo.

Quindi il secondo miracolo, quello di Amanda, una bambina nata il 25 dicembre 2014 per miracolo, quello di Paolo VI. Questa storia che ha portato alla canonizzazione del Papa bresciano è un inno alla vita. I genitori, Vanna e Alberto, la raccontano interamente al giornalista Andrea Zambrano che nel 2018 scrive Una culla per Amanda. Un’amniocentesi, la rottura delle membrane, la perdita del liquido amniotico, diagnosi infauste, il consiglio di abortire, il fallimento delle amnioinfusioni, sofferenze, il desiderio di abortire. Nel mezzo la preghiera di Vanna e Alberto a Papa Montini, sconosciuto ad entrambi, suggerita dal medico che li aveva seguiti, e una visita al Santuario delle Grazie di Brescia, caro a Papa Montini. Amanda doveva morire, ma vive. Nasce prematura ma sana, senza alcuna malformazione legata alla mancanza di liquido amniotico. Questo il miracolo, ma i miracoli nel miracolo sono la conversione dei genitori Vanna e Alberto, cristiani non praticati, che si definivano tiepidi, indifferenti, e il loro aprirsi alla cultura della vita. Dopo il miracolo di Amanda scoprono a poco a poco la figura di Giovanni Battista Montini, leggono la Humanae Vitae, la approfondiscono e vanno a testimoniare il miracolo che hanno vissuto, ma anche l’attualità dell’enciclica e la dignità di ogni persona umana dal concepimento.

L’alleanza tra donna e vita

Donne di tutto l’universo, cristiane o non credenti, a cui è affidata la vita in questo momento così grave della storia, spetta a voi salvare la pace del mondo!”[5] con questo messaggio alle Donne[6], in conclusione del Concilio, l’8 dicembre 1965,San Paolo VI profeticamente indica nell’ alleanza tra donna e vita la strada per riscoprire la dignità di ogni persona, anche del concepito, uno di noi.

Breve bibliografia:

Bosco Teresio, Foccoli Gianni, Paolo VI. Il Papa che ha rinnovato la Chiesa, ed. Velar, 2014

Pelliciari Angela, Una storia della Chiesa, Cantagalli, 2015, pp. 336-340.

Zambrano Andrea, Una culla per Amanda. Il miracolo di Paolo VI, Ares, 2018

Osservatore Romano, “Progresso è difesa della vita”, 8 luglio 2009, p. 4

Osservatore Romano, Oltraggio al Papa. Picchiata una suora, 9-10 febbraio 1976, p. 2

Osservatore Romano, Dolore dei Vescovi italiani per l’oltraggio di Brescia, 11 febbraio 1976, p. 2.

Paolo VI, Chiusura del Concilio Vaticano II, Messaggio del Santo Padre Paolo VI Alle Donne, 8 dicembre 1965,

Paolo VI, Omelia  per il XV Anniversario dell’incoronazione del Papa,  Solennità dei SS. Apostoli Pietro e Paolo Giovedì, 29 giugno 1978,

Paolo VI, Humanae Vitae. Lettera Enciclica, 25 luglio 1968,

Osservatore Romano, Oltraggio al Papa. Picchiata una suora, 9-10 febbraio 1976, p. 2; Osservatore Romano, Dolore dei Vescovi italiani per l’oltraggio di Brescia, 11 febbraio 1976, p. 2.

Paolo VI, Messaggio del Santo Padre Paolo VI per la celebrazione della  I Giornata della Pace , 1° gennaio 1968,

Paolo VI, Messaggio del Santo Padre Paolo VI per la celebrazione della X Giornata della Pace, “Se vuoi la pace, difendi la vita”, 1 gennaio 1977

Paolo VI, Populorum Progressio, Lettera Enciclica, 26 marzo 1967,

 Si alla Vita web, Amanda, il miracolo di Paolo VI, di redazione, 31.3.2019,

Grana Francesco Antonio , Paolo VI, ecco il miracolo del feto guarito che lo porterà a diventare beato, Il fatto Quotidiano, 11 maggio 2014,

Matteo Matzuzzi, Tutti i particolari del miracolo di Paolo VI, presto beato, 6.5.2014,


[1] Paolo VI, Humanae Vitae. Lettera Enciclica, 25 luglio 1968, par. 1.

[2] Ibidem.

[3] Per la formulazione completa delle richieste si vedano i par. 3-5 dell’H.V.

[4] Osservatore Romano, Oltraggio al Papa. Picchiata una suora, 9-10 febbraio 1976, p. 2; Osservatore Romano, Dolore dei Vescovi italiani per l’oltraggio di Brescia, 11 febbraio 1976, p. 2.

[5] Paolo VI, Chiusura del Concilio Vaticano II, Messaggio del Santo Padre Paolo VI Alle Donne, 8 dicembre 1965,

[6] È Paolo VI il primo papa ad avere dichiarato, per la prima volta nella storia della chiesa, una donna Dottore della Chiesa, cioè Santa Caterina da Siena.

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