Carlo Casini, “giusto” perché testimone della carità sociale
A cura della Redazione
Alcuni premi hanno la capacità di illuminare il presente e indicare una strada per il futuro. È questo il significato del riconoscimento conferito lo scorso 31 maggio alla memoria del Servo di Dio Carlo Casini, inserito tra i “Dieci Giusti per il Mondo” nell’ambito del premio “Una stella dell’arcobaleno”, promosso dalla Comunità Villa San Francesco di Feltre (BL) e alla presenza dei Sindaci del territorio, cioè dell’intera comunità civile.
Le motivazioni del premio colgono con grande efficacia il cuore della sua testimonianza: “Il lungo e fruttuoso cammino di servizio di Carlo Casini ci dà la prova che riconoscere ogni essere umano come un fratello o una sorella e ricercare un’amicizia sociale che includa tutti non sono mere utopie. Il suo impegno ha assunto le forme di un esercizio alto della carità. Un individuo può aiutare una persona bisognosa ma, quando si unisce ad altri per dare vita a processi sociali di fraternità e di giustizia per tutti, entra nel campo della più vasta carità, cioè della carità sociale e politica».
Essere un “Giusto” significa infatti scegliere il bene con perseveranza, anche quando è difficile, impopolare o controcorrente. Significa saper vedere sempre nell’altro una persona da accogliere, specialmente quando piccolo e debole e quando la sua stessa esistenza è minacciata. È questa la cifra che ha attraversato tutta la vita di Carlo Casini.
Il riconoscimento è stato ritirato da Giuseppe Grande, Segretario generale del Movimento per la Vita Italiano, a nome di tutto il MpV Italiano. Nel suo discorso ha ricordato come per Carlo Casini “Il premio più importante, e cioè l’amore di Dio, lo abbiamo già ricevuto e senza alcun merito”, per cui egli fosse solito, ogni volta che ritirava un premio, farne occasione di testimonianza, “donando” idealmente quel premio. Nel 2010 ha dedicato il premio “Nella memoria di Giovanni Paolo II” a tutti i bambini e particolarmente ai più fragili e ai più deboli quali sono i bambini in viaggio verso la nascita; poi a St. Louis, negli Stati Uniti, davanti a 7.000 persone, ha donato idealmente il Legacy award a tutti i volontari e gli operatori dei Centri di Aiuto alla Vita nel mondo; infine, poco prima della sua nascita al Cielo, ha donato il premio europeo One of Us alle madri d’Europa.
“Ricordarlo Carlo Casini come giusto – ha dichiarato Giuseppe Grande – significa affermare che sul suo esempio e seguendo i suoi passi possiamo costruire giustizia. Risuonano le sue parole tante volte pronunciate in incontri e convegni su quella professione di fede laica che è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sul riconoscimento della uguale dignità di ogni figlio appartenente alla famiglia umana, si fondano la pace, la giustizia e la libertà. È un invito a considerare i figli appena concepiti, che nulla altro hanno se non la loro altissima dignità, come i più fragili, e il servizio alla vita nascente come il paradigma di ogni protezione dovuta a ogni individuo fragile. Ricordiamo oggi, davanti anche alla presenza di tanti sindaci, tutte le volte in cui Carlo Casini ci ha invitato a guardare al Centro di Aiuto alla Vita non come una semplice associazione di volontariato, ma come espressione di un’intera comunità che accoglie la Vita”.
Affermare la dignità di ogni figlio appartenente alla famiglia umana, la centralità politica del diritto alla vita e il servizio alla vita nascente come espressione dell’opera di un’intera comunità, sono allora i passi da realizzare per costruire quella giustizia che il ‘giusto Carlo Casini’ ha servito per tutta la sua esistenza”.