El Salvador, 74 associazioni scrivono ai parlamentari: “no all’aborto”

Aprile è stato un mese molto particolare per El Salvador, dovuto alle minacce fate alla vita dei bambini ancora non nati, perché parecchi giorni prima, è stata fatta una proposta di riforma di legge del codice penale per aprire la porta all’aborto in alcune circostanze: in El Salvador l’aborto procurato è totalmente punito. Per questo stesso motivo lo scorso 10 Aprile è stata lanciata la prima pubblicazione di EscùchanosSv (Ascoltateci El Salvador) sul suo profilo su Facebook. Questa una iniziativa civile nasce con il proposito di parlare alla società salvadorenga e, in modo particolare, ai parlamentari con l’intenzione di manifestare loro la preoccupazione sul tema dell’aborto e, allo stesso tempo, far emergere il parere di questa associazione.  

La campagna si sensibilizzazione iniziata il giorno 10 propose due Hastag: #EscúchanosSv e  #2OAbril, quest’ultimo ideato perché il giorno 20 alle ore 20, per rappresentare le quaranta settimane di gestazione dei bambini, si svelerà il manifesto della società Provita ai parlamentari salvadoregni.

Il manifesto recita:

“LETTERA APERTA AI DEPUTATI DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE E PUNTI CONSTITUZIONALI DI EL SALVADOR”

Cari deputati della Repubblica di El Salvador:

Su proposta di disegno di legge che mira depenalizzare l’aborto nel nostro paese, vogliamo farvi conoscere la nostra sincera preoccupazione, esposta di seguito:

  • La legalizzazione dell’aborto procurato corrompe le fonti della vita, viola i nostri principi costituzionali, lascia senza protezione alla persona umana più indifesa ed elimina il futuro prospero del nostro paese
  • La legalizzazione del crimine dell’aborto, è un fallimento collettivo di una società che non si preoccupa della madre che ha una gravidanza in difficoltà, offrendole come unica opzione, il presentarsi a un processo invasivo per provocare la morte del proprio figlio.
  • La Legalizzazione dell’aborto minaccia anche il diritto fondamentale alla obiezione di coscienza dei medici, infermieri e gli altri professionisti della salute che giustamente non desiderano collaborare con l’eliminazione di un’altro essere umano
  • La legalizzazione dell’aborto nemmeno considera che la totalità della società salvadoregna si vedrà costretta a finanziare coi suoi contributi, l’aborto massivo di una parte dei suoi membri, e cioè costituisce una vera e propria imposizione totalitaria, perché ci costringerebbe a finanziare una politica che consideriamo radicalmente contraria ai nostri valori
  • La legalizzazione del aborto contribuisce alla cultura della morte, in una nazione como la nostro nella quale la violenza si sparge in tutti gli ambiti dello sviluppo sociale. Ricordiamo che la legge ha un carattere pedagogico e normativo, come tale è parametro regolatore di comportamento, di generale ed obbligatorio compimento per i suoi cittadini, ai quali lo Stato obbligherebbe ad accertare come buono quello che per natura non lo è: assassinio di un’innocente.
  •  A voi specialmente, deputati membri della commissione di Legislazione e Punti Costituzionali del Parlamento di El Salvador, vogliamo che onoriate l’incarico che il popolo salvadoregno vi ha affidato, per difendere i valori fondamentali che la nostra società custodisce  gelosamente come suoi massimi ideali: La vita, la pace, la famiglia e il bene comune”

Questa lettera è stata firmata da  60 organizzazioni che lavorano a favore della vita. Il giorno che è stata pubblicata contava tra i firmatari:  VIDA SV, CATOLICOS CON ACCION, ABIOES, LUMEN EL SALVADOR,  MEDICOS POR LA VIDA EL SALVADOR, CITIZENGO, LAUS DEO, ARZOBISPADO DE SAN SALVADOR. Attualmente sono al’incirca 74 organizazini che sostengono questa proposta in favore della vita: l’obiettivo è far capire alla società salvadoregna e ai deputati che El Salvador è una nazione Pro-vita.

Jorge Alberto Alvarenga