Federvita Veneto, resoconto del Convegno regionale

Molti dirigenti e volontari dei Centri e Movimenti per la vita veneti (e non pochi i giovani) hanno affollato domenica 7 ottobre a Bassano la sala-convegni dell’ospitale Istituto “Scalabrini” per vivere l’esperienza di un Convegno dedicato al tema “Concretezza e stile nell’impegno per la vita”. Ha aperto i lavori la Presidente regionale Bruna Rigoni e Andrea Basile ha ordinato la sequenza degli interventi.

Parole profonde e importanti sullo stile dei pro-life sono state proposte da Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista del quotidiano “Avvenire”, che non ha nascosto il suo dolore – fra l’altro – per lo “spreco di un miracolo”, del miracolo della vita, costituito da 50 milioni di aborti all’anno nel mondo,  per l’esaltazione dell’aborto come diritto di cui essere fieri (“un delirio”), per certa “deriva sadica della mentalità abortista”, che configura un duro “post-umanesimo” (nel quale l’”umanità sta perdendo se stessa”), per la visione “egolatrica”, consumistica, strumentalizzatrice della sessualità e la sua separazione radical-femminista dalla prospettiva della procreazione.

Ma a partire da queste valutazioni Anzani non ha raccomandato chiusure ostili, maledizioni polemiche, aggressività contro i “nemici della vita”, ma piuttosto percezione delle istanze emancipatrici di certe posizioni culturali e sociali (alle quali peraltro occorre “togliere il veleno” dell’abortismo), ascolto del dolore (“immergersi nella sofferenza”), mano tesa per guarire e salvare quella “sola carne” costituita dalla madre e dal figlio, appello alla coscienza e illuminazione delle coscienze, feconda mitezza nella speranza.

Se la riflessione di Giuseppe Anzani ha fornito essenziali punti di riferimento per quanto riguarda lo stile del volontariato per la vita, i lavori di gruppo previsti dal Convegno hanno offerto una grande gamma di attenzioni e scelte concrete in un contesto di forte coinvolgimento dei partecipanti, e con lo sguardo al futuro.

Hanno guidato le riflessioni collettive ricche di interventi pur nella limitatezza del tempo a disposizione Giovanni Buoso e Rosaria Alberti (“CAV/MpV: come comunicare all’interno e all’esterno”), Gino  Soldera e Andrea Tosato (“Lasciare il Cav-Mpv “vecchio” e “indossare” il CavMpv “nuovo”: cose da giovani o “sempreverdi”),  Manuela Dal MonteBeppino Coldebella (“Associazioni Cav/MpV: gestione delle risorse  e progettualità”).

Le relazioni offerte all’assemblea dai responsabili dei vari gruppi hanno dato una prima idea dell’attenzione dei partecipanti al presente e al futuro. Sono emerse importanti esigenze e prospettive: essere “squadra credibile” che guarda all’esterno “con positività” alla ricerca di risorse (realtà associative, iniziative socio-culturali etc.) alle quali “connettersi” per arrivare a “fare squadra con il territorio”, naturalmente a favore della vita; non trascurare un “bilancio sociale” annuale dell’associazione che individui e quantifichi i destinatari delle iniziative e assegni un valore a tutte le cose ricevute, a tutte le prestazioni personali dei volontari; spendere per il futuro la fecondità di quattro parole-chiave: professionalità, formazione continua, credibilità, coordinamento e condivisione.

Non stupisce allora la soddisfazione della Presidente della Federazione dei Centri e Movimenti per la vita Bruna Rigoni per i tanti e fecondi segnali di crescita e maturità del volontariato Cav-Mpv veneto, che a fine lavori non

ha mancato di approvare con simpatia la recente delibera del Consiglio comunale di Verona a favore della prevenzione dell’aborto: “un’iniziativa che, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera della  legge 194/78, con particolare riferimento agli obiettivi di prevenzione dell’aborto, potrà fornire un significativo supporto a molte madri in difficoltà”. Come è noto, la proposta di un significativo impegno del Comune di Verona per la vita ha avuto come primo firmatario Alberto Zelger, presente a Bassano anche per illustrare l’iniziativa  dei pro-life veronesi.

Ecco il testo integrale della mozione approvata dai partecipanti al Convegno regionale Cav-Mpv a Bassano: “LA FEDERAZIONE REGIONALE DEI MOVIMENTI PER LA VITA E DEI CENTRI DI AIUTO ALLA VITA DEL VENETO, riunitasi in convegno a Bassano del Grappa in data 07 ottobre 2018 e in piena sintonia con il Movimento per la Vita Italiano, ESPRIME convinto apprezzamento ai contenuti della delibera proposta dal Consiglio Comunale di Verona a tutela e accoglienza della  vita nascente, AFFERMA la propria adesione ad un’iniziativa che, nel pieno rispetto dello spirito e della lettera della legge 194/78, con particolare riferimento agli obiettivi di prevenzione dell’aborto, potrà fornire un significativo supporto a molte madri in difficoltà, ESPRIME da ultimo la propria solidarietà al Consigliere CARLA PADOVANI che, pur appartenendo a compagine politica di opposizione, ha ritenuto di appoggiare detta delibera, anteponendo i propri valori etici e cristiani alle direttive del partito cui appartiene”. (Nella foto sottostante, Bruna Rigoni e la Direttrice del CSV di Vicenza Rita Dal Molin che si sta curando di un’importante “promozione” dell’attività pro-life in Veneto).

A proposito del caso-Verona: tra prevenzione e condanna

Verona “Città a favore della vita” Il Consiglio comunale di Verona ha approvato il 4 ottobre una mozione (primo firmatario Alberto Zelger) che impegna il Sindaco e la Giunta  “ad inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona, ad esempio progetto Gemma e Chiara [si tratta di iniziative nazionali e locali di sostegno economico alle donne-madri in difficoltà]; a promuovere il progetto regionale “Culla segreta” [per prevenire l’aborto e l’abbandono dei neonati], stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”. La mozione sembra ragionevole ad uno sguardo non ideologicamente alterato. Invece ha suscitato indignate condanne, che hanno colpito in particolare la capogruppo del Partito Democratico Carla Padovani che ha condiviso il voto favorevole del Consiglio, demonizzata anche dai vertici nazionali del PD in nome di una presunta “sacralità” della legge 194.

La legge 194 dice cheLa premessa della delibera propone peraltro alcuni estratti degli articoli della stessa legge: “Lo Stato … riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali… promuovono iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite … i consultori familiari… assistono la donna in stato di gravidanza: contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza. … i consultori possono avvalersi della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato … il consultorio e la struttura socio-sanitaria … hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche di esaminare con la donna le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza”. Nulla di “eversivo” rispetto alla 194 (anzi) è stato dunque deliberato a Verona.

Intollerante riprovazione e censura Invece “Questo voto di Verona, ottenuto con il consenso della capogruppo cattolica del Pd, è diventato subito materia di scandalo, e Boldrini, Martina, Bonino e altri chiedono alla dissidente di andare a casa, dimettersi e vergognarsi di “un voto contro le donne””, scrive sul “Foglio” Giuliano Ferrara, che parla di “insofferenza e intolleranza” del PD.

Contro l’intolleranza in generale – proprio sull’argomento “aborto” – si schiera anche Vladimiro Zagrebelsky dalle pagine de “La Stampa”. Ricorda fra l’altro che “In Francia sono sanzionate le organizzazioni (cattoliche) che, rispondendo alla richiesta di informazioni e sostegno da parte di donne incinte, le sconsigliano di ricorrere all’aborto. A Roma, recentemente si sono fatti staccare manifesti di un’associazione contraria all’aborto”, e raccomanda: “Facciamo attenzione: l’espressione di opinioni è un diritto da tutelare con scrupolo sempre, anche da parte di chi le trova sbagliate e sgradevoli. C’è già troppa «democrazia illiberale» che incombe perché le si prepari il terreno, proprio da parte di chi, in nome della libertà, dovrebbe contrastarla”.

Si può condannare l’aborto? Certo, il laico Zagrebelsky indirizza il suo invito a tutti: “Il linguaggio intollerante che, anche questa volta, è stato usato da una parte e dall’altra per squalificare le posizioni contrapposte, insieme all’inclinazione alla censura, è particolarmente preoccupante”. Ed esemplifica le posizioni estreme in questi termini: “Da una parte si è sentito dire che la legge n.194 del 1978 avrebbe finalmente riconosciuto la libertà della donna di abortire [Zagrebelsky ritiene che questa presunta portata legislativa della 194 non abbia fondamento] e dall’altra si è detto che ogni aborto è un crimine, un omicidio”.

Dunque quanto ha dichiarato il Concilio Vaticano II (l’aborto è un “abominevole delitto”) esprime – potremmo dire accettando il punto di vista pur bene intenzionato di Zagrebelsky – una posizione estrema, intollerante. E che dire allora di quanto affermato di recente da papa Francesco in piazza a Roma? Ecco il passaggio-chiave del suo discorso: “Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. E’ come affittare un sicario per risolvere un problema”.

Questo netto giudizio sull’aborto volontario convive in papa Francesco – come è ben noto – con il Vangelo della misericordia che è invito alla conversione. Carità nella verità.

Federvita Veneto