Mpv ed ecologia integrale – di Franco Vitale

Movimento per la vita e tutela dell’ambiente

La sensibilità, con la quale una società affronta i problemi dell’ambiente, mostra il suo grado di civiltà: perciò è importante poter utilizzare tutte le competenze scientifiche, tecnologiche, economiche ed etiche per analizzare e risolvere i principali problemi ambientali.

Il MpV incentra la sua azione sulla tutela dell’uomo, della sua vita, dal concepimento alla morte naturale; il bimbo concepito è il prossimo cui dedica la prima amorevole attenzione.

Con lo sguardo alle meraviglie della natura il MpV colloca l’uomo al centro del creato, perché, per i credenti, Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza e a lui dette mandato di custodire la natura; per i non credenti, è l’uomo che sa conoscere ed interpretare gli eventi e le cose dalla natura e con la sua libertà incide sugli stessi e li orienta.

La natura è bella, ma le sue cose e gli stessi esseri viventi sono determinati. L’uomo, invece, si costruisce con la sua libertà ed il suo pensiero; ed apporta un continuo sviluppo e perfezionamento a sé stesso e all’ambiente che lo circonda.

La libertà dell’uomo è il suo bene supremo: il Creatore gliene ha fatto dono perché le azioni dell’uomo siano responsabili, cioè volute e rivolte al bene e alla pace dell’uomo e della natura.

Ma la libertà dell’uomo si può volgere al male; contro se stesso: le guerre, gli omicidi e gli aborti, la soppressione di bimbi innocenti che non potranno sorridere; e contro la natura e l’ambiente.

All’uomo il MpV chiede pace con sé stesso e con il creato.

L’inquinamento e la distruzione dell’ambiente sono frutto di una visione riduttiva ed innaturale che configura un vero e proprio disprezzo dell’uomo.

Delicati equilibri ecologici vengono sconvolti per una incontrollata distruzione delle specie animali e vegetali o per incauto sfruttamento delle risorse. E tutto ciò, anche se compiuto in nome del progresso e del benessere, non torna in effetti a vantaggio dell’umanità.

E non dimentichiamo quanto sta succedendo con lo sconvolgimento della natura e dell’uomo per le manipolazioni genetiche e le sperimentazioni che si intendono attuare sull’embrione.

Questo piccolo uomo, il cui diritto alla vita si iscrive tra quei diritti che appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione Italiana (cfr. Corte Costituzionale n. 35/1997) per la permissività abortiva viene distrutto.

Occorre risolvere i denunziati mali per salvare la vita dell’uomo e per arginare la catastrofe ecologica che incombe sui nostri figli.

Il MpV indica questa soluzione: occorre proporre il senso del valore della persona e della vita umana sin dal primo manifestarsi nel concepimento.

Il rispetto per la vita e la dignità della persona include necessariamente anche il rispetto e la cura della natura creata, che per il credente è chiamata ad unirsi all’uomo per glorificare Dio, e per il non credente si pone in armonico servizio all’umanità.

Se manca il rispetto della vita ed in particolare della vita nascente, ci si disinteressa degli altri e della terra.

La difesa della vita e della dignità dell’uomo, di ogni uomo sin dal concepimento, è la fondamentale norma che ispira un vero progresso economico, industriale e scientifico.

È pur vero che sussiste un maldestro modo di vivere di parte dell’umanità per cui le ragioni della produzione o gli interessi economici vengono prima del bene delle singole persone se non addirittura di intere popolazioni.

E’, però, il senso del valore della persona e della vita umana che salva la pace per l’uomo e per il creato.

Il suggerimento è quello dell’austerità, della temperanza, dell’auto-disciplina e dello spirito di sacrificio che informando la vita di ogni giorno fa sì che tutti non siano costretti a subire le conseguenze negative della noncuranza di pochi.

In base ai ricordati principi si profila una nuova concezione della tutela dell’ambiente.

Sviluppiamo un parametro culturale diverso da quello della cultura attuale, non più basato sulla colpevolizzazione delle attività umane.

Estremismo e conflitto tra le parti sociali non portano ad alcuna soluzione; occorre invece una ecologia fondata su un’idea più ottimista dell’uomo e delle sue potenzialità.

Un uomo che non è maledizione, ma benedizione per il pianeta.

Un uomo i cui figli suscitano speranza e non disperazione, sia per l’umanità che per il creato.

Se per ogni bimbo che nasce, dal Comune viene piantato un albero (- come alla L. 113/1992 -), per ogni sorriso di mamma che scopre di essere in attesa di un bimbo, doniamo un fiore.

Franco Vitale