Il Progetto Come Maria: i rosari “Made in Vita” che aiutano le donne a non abortire
A Foggia, grazie ad un progetto speciale, si offrono alternative concrete alle donne che intendono abortire, accompagnandole nella scelta di accogliere la vita e coinvolgendole nella produzione di rosari. Don Francesco Catalano, ideatore dell’iniziativa, parroco di S. Pio X e Direttore Caritas diocesana, condivide la nascita del progetto nella Diocesi di Foggia e la sua diffusione in Toscana.
di Lidia A. Modica, Daniela Musumeci Bassi Luciani, Elisa Alamanni Tattanelli
Don Francesco Catalano ha incontrato varie donne segnate dal trauma dell’aborto. Cerca di aiutarle a intraprendere un percorso di riconciliazione interiore, poiché molte di loro convivono con il dolore e il senso di colpa per quella scelta. Il primo passo è l’ascolto perché, come direbbe Don Tonino Bello, “ascoltare è voce del verbo amare”. La sua vicinanza a queste donne è rafforzata da un’esperienza personale: sesto di sette figli, conosce in prima persona la realtà dell’aborto volontario, vissuto da sua madre prima della sua nascita.
Questo gesto ha segnato profondamente la sua visione della vita e lo ha portato a impegnarsi nel sostenere altre donne affinché non rinuncino ai propri figli. Come lui stesso afferma: “Una donna incinta è già madre; deve solo scegliere se esserlo di un figlio vivo o morto.”
IL PROGETTO
“Come Maria” prende vita da un incontro tra Don Francesco e una madre, Maria, che viveva la pressione di perdere il lavoro e per questo stava valutando l’aborto. Grazie alla promessa di trovare un impiego alternativo – che inizialmente non esisteva – Don Francesco riuscì a farle cambiare idea. Fu la provvidenza a ispirare l’iniziativa: creare rosari artigianali. A quel punto Anna, una volontaria, insegnò a Maria come confezionare le decine utilizzando perle di legno d’ulivo. Per ogni rosario prodotto Maria riceveva un compenso simbolico di 1 euro, continuando quest’attività per circa due anni.
Nel tempo altre madri si unirono al progetto, ciascuna con produzioni che variavano dai 300 ai 900 rosari al mese. Dall’inizio di Come Maria ad oggi sono nati 15 bambini. Gli ultimi arrivati sono Hamza e Gabriele Maria, venuti al mondo rispettivamente a giugno e luglio 2025, Brian Pio nato a gennaio 2026 e Roberto nato il 19 Agosto 2026. Roberto doveva essere abortito il 15 gennaio 2026.
Gli incontri con le donne spesso avvengono per caso: talvolta il supporto viene offerto anche poco prima di un aborto già programmato oppure dopo un primo rifiuto all’aiuto offerto. In ogni caso nessuna di loro si è mai pentita della scelta di accogliere la vita, al contrario, esprimono gratitudine.
Un momento significativo è stato il 22 maggio 2022, quando Ludovico, il primo bambino salvato grazie a questa iniziativa, ha compiuto 10 anni. Quel giorno Papa Francesco, durante l’udienza del mercoledì in Vaticano, ha incontrato alcune mamme con i loro figli nati grazie al progetto fra cui Francesca Pia di poche settimane, dal nome della parrocchia di di Don Francesco, San Pio X. Il Papa ha ricevuto in dono un rosario bracciale che ha subito indossato.
“Attualmente stiamo aiutando una ragazza che avrebbe dovuto abortire a giugno, riuscendo ad evitare il perpetuarsi di questo dramma” – continua Don Catalano – “. Madre Teresa di Calcutta diceva – Se una madre può uccidere suo figlio, chi impedisce agli uomini di uccidersi tra di loro? -. Si può fare qualcosa per aiutare queste donne a non fare scelte estreme, molte di loro se avessero trovato aiuto avrebbero desistito dall’aborto ma non bastano le parole, servono azioni concrete e assenza di giudizio.
LAVORARE IN RETE Il sacerdote di Foggia spiega poi come agiscono sul territorio: “Collaboriamo con gente di buona volontà e un altro sacerdote locale, Don Carmelo Chiolo di Foggia, che ogni settimana celebra una messa contro l’aborto e ha messo a disposizione in parrocchia delle camere con vitto e alloggio per quelle donne che scegliendo la vita si ritrovano sole. In ospedale abbiamo molti medici e figure sanitarie pro vita che ci aiutano ad intercettare queste donne. Attualmente il giovedì mattina, giorno in cui si effettuano gli aborti, mi reco con altri fedeli di fronte all’ospedale non per protestare ma per pregare per queste donne, perché possano cambiare idea. Molte delle donne aiutate testimoniano la propria esperienza cercando di parlare con altre mamme in difficoltà”.
PER SOSTENERE IL PROGETTO
“I rosari non sono in vendita” – spiega Don Catalano – “chi vuole sostenere il progetto può richiederli, li spediamo in tutta Italia insieme ad un foglietto che racconta la storia di questa iniziativa “Made in Vita”.
Molti rosari vengono regalati e ci si affida alla provvidenza per le donazioni a sostegno di Come Maria, la stessa che l’ha ispirato”.
“Ho scelto il Rosario – continua il sacerdote di Foggia – perché sostiene la forza nella preghiera, senza di essa non ci può essere il coraggio di affrontare la gravidanza e non si aprono le strade. Come Maria perché quando la notizia si diffuse, in un’intervista a me e ad alcune mamme venne chiesto il nome del progetto ma non ce l’avevo. Pensai ai nomi delle prime mamme: due Maria e Anna Maria e da lì nacque il nome; un diretto riferimento alla Vergine Maria, al Rosario e alle stesse donne che hanno scelto, con un atto di coraggio, per prime la vita. Un nome, Maria, che ritorna sempre, a sigillo della protezione della Madonna e come segno di un piano di Dio”.
Portare la speranza
“Dico alle donne incinte in difficoltà di avere l’umiltà di chiedere aiuto, riflettere sulla loro scelta, sulle conseguenze che deriverebbero da un gesto irreversibile, di avere il coraggio di scegliere la vita, di pensare anche ad altre opzioni come partorire in anonimato e dare in affido o adozione il neonato. Viviamo in una società dove si porta avanti la battaglia di civiltà per l’aborto ma prima esiste il diritto alla vita del bambino che ha in grembo che non ha scelto di nascere ma che ne avrebbe il diritto. Le soluzioni non sono facili ma credo si possa sognare un mondo senza aborto come un mondo senza guerre”.
Nel 2024-2025 il Progetto Come Maria è venuto in contatto con il Monastero WIFI che una volta l’anno si riunisce nel Capitolo in San Pietro. In queste occasioni che è stato donato un rosario “Made in Vita” a tutti i Monaci WIFI provenienti da ogni parte d’Italia presenti al Capitolo. In questo modo un po’ singolare è iniziata la diffusione del Progetto Come Maria anche nella Diocesi di Livorno, dove le varie Aggregazioni Laicali cominciano a diffonderlo in occasione della domenica per la Vita 2025 nel Santuario della Madonna delle Grazie a Montenero. Il Movimento per la Vita suggerisce a don Francesco di mettere l’immagine della Madonna di Montenero, patrona della Toscana: arrivano 2000 rosari che sono distribuiti a tutti i MpV e CAV toscani.
Da quella Giornata per la Vita, la collaborazione con CAV-MpV toscani è stata intensa, e anche grazie all’attivazione di vari Progetti Gemma, in quel territorio le mamme che hanno rinunciato all’aborto sono state 10.