Mpv, Casini Bandini: lanciamo l’iniziativa “cuore a cuore”

Carissima,
è da poco avviata una iniziativa – promossa dal Movimento per la Vita Italiano e aperta alla collaborazione di quanti la condividono – chiamata:

“CUORE A CUORE”

Questa iniziativa pone la donna in prima linea nella difesa della vita nascente.  La donna ha uno speciale rapporto con la vita umana, perciò la difesa della vita nascente non può fare a meno del coraggio e della testimonianza delle donne le quali, per la loro posizione privilegiata, sono particolarmente autorevoli nel dichiarare che il concepito è davvero uno di noi.

PERCHÉ UNA INIZIATIVA CHE RIGUARDA IN MODO SPECIFICO LE DONNE (MA CHE IN REALTÀ
RIGUARDA TUTTI)?
La convinzione di fondo è che c’è un legame speciale, un’alleanza particolare, tra la donna e la vita. Un legame così speciale che – per ricorrere alle parole di Papa Francesco – «Quando una donna scopre di aspettare un bambino, si muove immediatamente in lei un senso di mistero profondo. Le donne che sono mamme lo sanno. La consapevolezza di una presenza, che cresce dentro di lei, pervade tutto il suo essere, rendendola non più solo donna, ma madre. Tra lei e il bambino si instaura fin da subito un intenso dialogo incrociato, che la scienza chiama cross-talk. Una relazione reale e intensa tra due esseri umani, che comunicano tra loro fin dai primi istanti del concepimento per favorire un reciproco adattamento, man mano che il piccolo cresce e si sviluppa […] È così che questo nuovo essere umano diventa subito un figlio, muovendo la donna con tutto il suo essere a protendersi verso di lui» (Discorso ai partecipanti al convegno promosso dal dicastero per i laici, la famiglia e la vita sul tema “yes to life! – la cura del prezioso dono della vita nelle situazioni di fragilità”, 25 maggio 2019).
Tutte le donne recano in sé un timbro speciale dell’amore che si manifesta nell’accoglienza del più piccolo (accoglienza iscritta nella gravidanza stessa) e che è a servizio di tutta l’umanità (se non ci fossero le donne, scomparirebbero la società e la storia). Si tratta di un vero e proprio privilegio femminile. Nel cuore di ogni donna c’è la conoscenza, la consapevolezza o l’intuizione che ciascun essere umano fin dal concepimento è un figlio.
È comunque necessario un grande impegno di tutti, uomini compresi. Non dobbiamo ignorare le responsabilità dell’uomo in ordine alla generazione dei figli: è fondamentale riconoscere la corresponsabilità essenziale del padre e della madre nell’accoglienza del concepito. Perciò gli uomini, anche in quanto parti di una relazione che origina la vita, sono chiamati a sostenere, diffondere e accompagnare con simpatia la Campagna “Cuore a Cuore”, pur riconoscendo il privilegio e il primato della donna nella difesa della vita nascente.

IN CHE CONSISTE, DUNQUE, QUESTA INIZIATIVA?
Consiste nel rendere alta e forte la voce delle donne a difesa della vita nascente, invitando le donne, le madri, le donne in gravidanza, ad affermare – con dichiarazioni e testimonianze – che il concepito è un essere umano, uno di noi, un figlio. Lo dice la scienza, lo riconosce la ragione, ma la voce delle donne è fondamentale! La campagna “Cuore a Cuore” intende svilupparsi su vari livelli, ma siamo all’inizio e deve essere ancora pensata una struttura organizzativo-operativa a supporto dell’iniziativa; deve essere costituito un team che sappia individuare e percorrere tutte le strade per promuovere la Campagna. Per il momento è stata attivata una mail – cuoreacuore.mpv@gmail.com – a cui è già possibile scrivere per aderire all’appello e/o inviare testimonianze. L’adesione è in forma libera. È sufficiente, per esempio, succintamente scrivere: «aderisco all’appello alle donne e dichiaro che il concepito è un essere umano», oppure: «condivido l’iniziativa “Cuore a cuore” e dichiaro che il concepito è un figlio». Molto semplice!

SU COSA SI BASA L’INIZIATIVA “CUORE A CUORE”?
Questa iniziativa si fonda sinteticamente su tre considerazioni:
1) La soggezione della donna, ma anche della famiglia e della società all’uomo, ha giustamente sospinto un moto di liberazione della donna con lo scopo di equiparare la condizione femminile a quella maschile. Tuttavia, lo slancio per raggiungere l’uguaglianza è arrivato, purtroppo, a dimenticare e calpestare il privilegio femminile di poter vivere nove mesi “CUORE A CUORE” con il proprio figlio in una modalità unica e irripetibile che non si verifica in nessun’ altra fase della vita.
2) La gravidanza può essere interpretata come un abbraccio totale di una intensità senza uguali quanto a intimità e durata; un abbraccio che implica uno scambio di doni tra madre e figlio; che comporta sacrificio e cura; che mette il sigillo dell’amore sulla vita umana; che si pone come archetipo di ogni possibile solidarietà, principio e modello di ogni apertura all’altro.
3) Il privilegio è anche un primato per due motivi: un motivo cronologico perché la donna è la prima a sapere che dentro di lei c’è il figlio, e un motivo ontologico perché la particolare condizione della gravidanza affida il più piccolo degli esseri umani prima di tutto alla donna, alla sua mente e al suo cuore, ponendola di fatto in prima linea nella difesa della vita nascente.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DI QUESTA INIZIATIVA?

  • Dimostrare che la voce delle donne è favorevole al diritto alla vita dei figli concepiti. Se l’obiettivo sarà raggiunto (quando non è dato saperlo!), saranno sconfitte definitivamente la “congiura contro la vita” e la “cultura dello scarto”.
  • Domandare ai pubblici poteri, ad ogni livello, che la società tutta intera con le sue forze
    intellettuali e con le sue strutture politiche, sociali ed assistenziali, si ponga senza equivoci
    dalla parte della vita. Le donne hanno una particolare autorevolezza nel chiedere che ogni
    figlio fin dal concepimento deve essere considerato un essere umano e perciò portatore di una
    dignità uguale a quella di ogni essere umano e quindi titolare del diritto alla vita.
    Ciò concretamente significa almeno:

    • Riconoscere legislativamente che il concepito è uno di noi
    • Riformare i consultori familiari alla luce del diritto alla vita dei figli in viaggio verso la nascita
    • Potenziare concrete forme di solidarietà a livello istituzionale e associativo nei riguardi
      delle donne in gravidanza

IN CONCLUSIONE
Inizia una grande mobilitazione, che intende interpellare la cultura, la società, le istituzioni e la politica per far loro volgere lo sguardo sul concepito riconoscendone il diritto alla vita e per tutelare veramente quel “CUORE A CUORE” così speciale che si realizza tra mamma e figlio dal concepimento

RICORDA: È POSSIBILE ADERIRE E/O INVIARE TESTIMONIANZE SCRIVENDO A: cuoreacuore.mpv@gmail.com

Marina Casini Bandini