Caso Charlie: Gigli, nessuno tocchi Abele

Vitanews, 10 GIU – “La Corte di Strasburgo deciderà martedì se Charlie potrà vivere o meno. Due Corti inglesi hanno già deciso per la sua morte contro il volere dei genitori che vorrebbero portarlo in America per provare una nuova cura sperimentale. Molte cose diverse si potrebbero dire sui limiti dell’intervento terapeutico o sulle responsabilità delle strutture sanitarie nella allocazione delle risorse. Ma qualunque controversia su questi difficili confini della medicina non è sufficiente per giustificare la pretesa della magistratura britannica di imporre a due genitori l’interruzione del trattamento che tiene in vita il proprio bambino, per quanto disperata sia la sua situazione”. Lo dichiara il deputato Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano.
“La magistratura, che dovrebbe sempre garantire il rispetto della vita, può accettare la limitazione volontaria delle cura in casi senza speranza, ma – sottolinea Gigli – non può imporla senza produrre nella società una deriva autoritaria e statalista. Staccare la spina d’autorità equivale a una condanna a morte e qui non è in gioco la vita di Caino, ma quella di Abele”.