USA, Corte Suprema: i nuovi equilibri dell’era Trump

 

Le consultazioni al Senato per confermare la nomina di Neil Gorsuch inizieranno il 20 Marzo

Il neoeletto presidente degli Stati Uniti ha nominato giudice della Corte Suprema il conservatore Neil Gorsuch. Gorsuch prenderebbe il posto del defunto Scalia, altro conservatore ma meno disponibile alle soluzioni mediate e conciliatrici.

In questo modo l’equilibrio della Corte Suprema viene ristabilito: quattro giudici progressisti (o “liberal”) e 4 conservatori, con Kennedy al “centro”. Le nomine presidenziali devono essere approvate dal senato, dove i democratici sembrano essere intenzionati ad una strenua opposizione. Nomination quindi ancora da confermare, ma sembrano improbabili eventuali sorprese, essendo i democratici in minoranza nella camera alta statunitense (52 contro 46 più due indipendenti). La posizione anti abortista di Gorsuch è palese come palese è la politica, simbolica oltre che concreta, pro-life del tycoon, che sembra far leva su un elettorato molto attento a questa tematica.

Il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti prevede una rappresentanza sociologica, per cui devono essere presenti giudici di tutte le principali minoranze del paese e giudici dei due rami ideologici, progressismo e conservatorismo. La corte annovera 4 progressisti, Ruth Gingsberg, l’ispanica Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Stephen Breyer; oltre al nuovo arrivato Gorsuch, i conservatori sono il presidente della Corte Suprema (the Chief Justice) John Roberts, l’italoamericano Samuel Alito e l’afroamericano Clarence Thomas. L’ago della bilancia, lo swing vote, è il giudice Anthony Kennedy, conservatore su certi temi come l’economia ma capace di votare a favore di battaglie liberal come le unioni gay.

La Corte Suprema può esprimersi su qualsiasi caso di giustizia federale o di giustizia statale ma che implichi comunque riferimenti alla federal law. In un sistema come quello americano dove la sentenza produce diritto (sistema di common law) e dove i giudici della Corte Suprema sono nominati a vita, il massimo organo giudiziario statunitense può indirizzareil diritto in una direzione ben precisa e influenzarlo per un tempo molto più lungo del semplice mandato quadriennale di Donald Trump, incentivo in più per il senato democratico a fare opposizione.

Il timore dei democratici è una deriva conservatrice della Corte Suprema. Ciò potrebbe accadere nel caso in cui Kennedy voti per il blocco conservatore, ma anche nell’eventualità che alcuni giudici progressisti particolarmente anziani si dimettano, ritenendo di non poter più adempiere adeguatamente ai propri doveri, o muoiano. Donald Trump avrebbe così a disposizione altre nomine a suo favore: per quanto una Corte Suprema ideologicamente omogenea non sia prevista dalla consuetudine, non è prescritto dalla legge che il Presidente rispetti un ipotetico perfetto equilibrio. In questo scenario, i Repubblicani avrebbero il controllo dei tre poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, in un sistema dove la separazione rigida tra i poteri fu prevista dai costituenti per evitare derive autoritarie.