Calo demografico: le nascite rimangono sotto il mezzo milione.

Il 2016 ha confermato l’andamento decrescente della popolazione italiana: i nuovi nati sono meno di mezzo milione (473.438), 12.342 in meno rispetto al 2015. Di questi circa 69.000 sono stranieri, anch’essi in calo. Le nascite straniere, che nel 2012 raggiunsero gli 80.000 elementi, sono in decrescita sia per il minore afflusso di donne straniere in Italia sia per il crescente conseguimento della cittadinanza italiana da parte delle stesse.

La sostanza è che i residenti in Italia sono calati: sono 60,5 mln, 96.981 in meno rispetto all’anno precedente. Il dato dell’Istat sarebbe più drastico se mancasse la componente straniera che ha acquisito la cittadinanza italiana nel 2016, circa 202 mila persone. Il bilancio nascite/decessi è negativo (-142 mila unità), anche se si riscontra una diminuzione dei decessi rispetto al 2015. Tuttavia rimane un tasso sostanzialmente elevato rispetto agli anni precedenti, conseguenza diretta del progressivo invecchiamento della popolazione.

La crisi economica viene identificata come fattore principale del decremento demografico. Il progressivo invecchiamento delle persone inoltre, fa presagire la crescita del fardello delle pensioni che graverà su una forza lavoro sempre più piccola. In questo contesto si inseriscono i residenti di cittadinanza straniera, i quali, anche se con recenti ricadute, arrivano a costituire circa l’8%della popolazione (sui 5 milioni di abitanti). Da un lato c’è chi vede gli immigrati come risorsa per aumentare il PIL e contribuire alle pensioni, altri obiettano sottolineando i costi che l’accoglienza produrrebbe, generando l’effetto opposto.

In ogni caso, rimane il dato di una popolazione che fatica a fare figli, oppressa dalla crisi, ma forse anche abbindolata da una cultura deviata che non vede nel figlio un “profitto”.