Macron-Le Pen: nessuno scontro etico.

Nel concerto delle promesse elettorali in Francia, per le elezioni che sceglieranno il Presidente per i prossimi 5 anni, i temi etici e bioetici hanno trovato poco spazio nei comizi e nei dibattiti. In un paese dove la laicità sfiora il laicismo, c’era da aspettarselo. I candidati si scontrano in materia di economia, di sicurezza e di Europa, ma non in materia di vita, per la quale sembra esserci un sostanziale disinteresse e, soprattutto, non sembra esserci contrasto. L’ideologia lepenista, infatti, non sembra distaccarsi troppo dalle idee del suo rivale riguardo tali tematiche.

Emmanuel Macron

Il candidato del movimento “En Marche!”, rappresenta la scelta per molti inevitabile per contrastare lo spettro populista della Le Pen. Personificazione di un centro tecnico più che di un centro sinistra, l’ex banchiere della Rotshild dovrebbe fornire poche sorprese riguardo le idee bioetiche, optando per un atteggiamento sostanzialmente liberal: è favorevole all’eutanasia e alla fecondazione eterologa, con conseguente riconoscimento per i figli nati all’estero da questa pratica.

Marine Le Pen

Con una vita travagliata alle spalle (ha divorziato be due volte) la Le Pen non sembra trovare nei temi riguardanti la vita e la famiglia il suo punto di forza. Capo popolo di una Francia arrabbiata e delusa dall’Europa, ha una visione laicista della società antitetica a quella del nonno Jean-Marie: è contraria ad ogni finanziamento statale alle istituzioni religiose ed all’abrogazione della Loi Veil, legge che nel 1975 ha regolamentato l’aborto. Per compensare, Marine Le Pen ritiene necessario puntare sul sostegno economico alle famiglie per prevenire l’aborto ed aumentare la natalità, nell’ambito di una generale riduzione delle imposte sulle famiglie. In tema di fine vita, ma in un’accezione diversa, la leader del Front Nacional sembra essere favorevole alla reintroduzione della pena capitale per reati ritenuti particolarmente gravi.

L’impressione è che in entrambi i casi ci ritroveremo all’Eliseo un fragile difensore della vita, ma poco altro c’era da aspettarsi dalle elezioni francesi.