L’appello del Vescovo di Portsmouth: “Non restiamo in silenzio davanti al clamore della morte”

Mentre il dibattito politico nel Regno Unito si infiamma a seguito del voto alla Camera dei Lords sul Crime and Policing Bill, le voci dei pastori locali si levano con forza per scuotere le coscienze dei fedeli e dell’opinione pubblica. Tra i contributi più accorati e profondi emerge quello di Monsignor Philip Egan, Vescovo di Portsmouth.

In una lettera indirizzata al clero e ai laici della sua diocesi il 19 marzo 2026, festa di S. Giuseppe, il giorno dopo la votazione che ha portato alla possibilità di sopprimere un bambino fino alla nascita, il Vescovo Egan non usa mezzi termini per definire la portata di quella che descrive come una deriva verso la “cultura della morte”. Il suo messaggio scava nelle radici morali e antropologiche della società, mettendo in evidenzai pericoli di un sistema che permette ai forti di decidere il destino dei più vulnerabili.

Riproponiamo qui la Dichiarazione integrale di S.E. Mons. Philip Egan.

Cari amici,

la scorsa settimana, la Camera dei Lords, con una mossa fuorviante e sinistra, ha sostenuto la legislazione per depenalizzare l’aborto fino alla nascita. Sebbene l’attuale limite legale di ventiquattro settimane rimarrà per gli aborti indotti dai medici, presto sarà legale per le madri stesse uccidere il proprio figlio non ancora nato in qualsiasi momento desiderino fino al termine della gravidanza.

Si tratta di uno sviluppo davvero scioccante. Quando l’aborto fu legalizzato per la prima volta nel 1967, le interruzioni di gravidanza in Inghilterra e Galles erano rare; eppure, alla fine degli anni ’90, se ne verificavano quasi 175.000 all’anno. Oggi sono oltre 300.000 all’anno – un bambino ogni tre concepiti. L’aborto è stato normalizzato, anche se sappiamo che, oltre a distruggere il bambino, l’aborto danneggia gravemente la madre.

Questa nuova legislazione è considerata un trionfo dagli attivisti pro-choice. In realtà, si tratta di uno sviluppo terrificante. È un ulteriore passo avanti per la cultura della morte.

“Non uccidere” è un principio istintivo scritto in ogni cuore umano, che fonda le leggi che governano ogni società civile sulla terra. È l’insegnamento di tutte le principali religioni ed è fondamentale per la moralità cristiana e la dottrina sociale cattolica. La nuova legislazione mette da parte questo principio con la stessa logica falsa ed emotivamente carica che sostiene le campagne per il suicidio assistito. È una logica che sminuisce la dignità della vita umana. È una logica che autorizza sfacciatamente i forti a decidere il destino dei deboli e dei vulnerabili.

Inoltre, la prospettiva di aborti tardivi praticati in casa solleva il reale pericolo che neonati prematuri vengano partoriti vivi per poi essere soppressi nel silenzio. Siamo forse tornati alla moralità dell’Impero Romano, che permetteva l’infanticidio, specialmente se un neonato o un bambino era considerato portatore di handicap, debole o del sesso sbagliato?

Come cattolici, sappiamo che ogni essere umano è stato creato e voluto da Dio. Per questo motivo dobbiamo lavorare con calma ma con insistenza per proteggere il bambino non ancora nato nel grembo materno e per proteggere le donne dall’aborto. Dobbiamo continuare a testimoniare la verità sulla vita umana e impegnarci per cambiare i cuori e le menti delle persone. Dobbiamo anche sostenere e pregare per le donne che hanno abortito e per quelle che si trovano in una situazione difficile.

Mi chiedo: abbiamo fatto davvero tutto il possibile per far sentire la nostra voce al di sopra del clamore della morte?

Questa settimana celebriamo la Solennità dell’Annunciazione, quando la Beata Madre concepì il Cristo Bambino nel suo grembo. Vi prego di offrire il Rosario per l’abolizione dell’aborto e in celebrazione della maternità. Ogni sabato dell’anno liturgico è dedicato alla Madonna, ricordiamo quindi questa intenzione nella preghiera anche ogni sabato. Portiamo questa intenzione in preghiera anche alla nostra annuale Giornata diocesana di Preghiera e Riparazione per la Vita il prossimo 23 ottobre.

In Corde Iesu

+Philip Vescovo di Portsmouth

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