Pedocriminalità: la “mappa” dell’orrore nel Report Meter 2025. Dove si nascondono i server
L’analisi dei dati presentati stamattina rivela una struttura globale delocalizzata. Non solo 2,5 milioni di contenuti denunciati, ma una strategia precisa per sfruttare server in Paesi “compiacenti”.
di Redazione
ROMA – Il Report 2025 di Meter, presentato oggi, non si limita a contare le vittime, ma scava nell’architettura informatica che sostiene la pedopornografia. I dati estratti dall’attività dell’OS.MO.CO.P. (Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia) mostrano come la criminalità organizzata sfrutti le zone d’ombra della rete e le diverse giurisdizioni nazionali.
La Geografia dei Server: i “porti sicuri” della pedofilia
Il dato sulla collocazione geografica dei server è cruciale per comprendere la difficoltà nel contrasto. Secondo il Report 2025:
- Domini Generici vs Nazionali: La maggior parte dei contenuti (oltre il 60%) risiede su domini generici (.com, .net, .org, .info). Questi domini, non essendo legati a una specifica nazione, rendono le procedure di sequestro e oscuramento estremamente lunghe e burocraticamente complesse.
- Le rotte dei server: Sebbene il traffico sia mondiale, i server che ospitano materiale pedopornografico si concentrano in aree dove la legislazione è più debole o la collaborazione con le autorità internazionali è scarsa.
- Stati Uniti: Restano una delle sedi principali a causa della vastità delle loro infrastrutture di hosting.
- Russia e Paesi dell’Est Europa: Si conferma un’alta concentrazione di server che ospitano link segnalati da Meter.
- Paradisi Informatici: Cresce l’uso di server in piccole nazioni insulari o paesi del Sud-Est Asiatico, utilizzati come “scudo” contro le rogatorie internazionali.
I numeri della “Fabbrica dei file”
L’impegno di Meter ha portato a numeri impressionanti nel 2024:
- 2.515.632 contenuti denunciati: Si tratta di materiale reale, non generato, che ritrae abusi effettivi.
- Analisi per Mese: Il monitoraggio mostra che non esiste tregua, ma si registrano picchi significativi nei mesi estivi (luglio-agosto) e durante le festività natalizie, periodi in cui la sorveglianza sui minori online tende a calare e il tempo trascorso in rete aumenta.
La nuova minaccia: AI e Deepnude
Il Report dedica una sezione specifica all’evoluzione tecnologica. L’Intelligenza Artificiale non è più una minaccia futura, ma attuale:
- 8.012 segnalazioni di Deepnude: Immagini create tramite IA che utilizzano volti di bambini reali per creare contenuti pedopornografici sintetici.
- Il rischio nei Giochi Online: Piattaforme come Roblox sono monitorate per l’aumento di strategie di grooming (adescamento) attraverso le chat integrate, con server spesso difficili da monitorare per la loro natura dinamica.
Statistiche per età: i più piccoli nel mirino
La distribuzione statistica delle vittime presenti nei file video e foto denunciati conferma la crudeltà dei pedofili:
- Fascia 0-2 anni: Presente in modo costante, indice di una nicchia di mercato per contenuti su infanti.
- Fascia 2-13 anni: Rappresenta la stragrande maggioranza delle vittime, con una vulnerabilità che aumenta nel passaggio alle scuole medie.
Il ruolo di Meter come “Segnalatore Attendibile”
Grazie al riconoscimento dell’AGCOM, Meter agisce con una corsia preferenziale: i link segnalati dall’Osservatorio hanno tempi di rimozione molto più rapidi rispetto alle segnalazioni dei privati cittadini. Questo “abbattimento dei tempi” è l’unica arma efficace per limitare la diffusione virale dei file.
“Questi numeri non sono solo statistiche, sono gridi d’allarme” ha ribadito don Fortunato Di Noto. “Sapere dove sono i server è il primo passo, ma serve la volontà politica globale per spegnerli definitivamente”.