NoAbortionTourism.eu

NoAbortionTourism.eu: lo scatto finale per far sentire la tua voce!

Siamo in clima olimpionico e lo scatto finale può far vincere una gara. Oggi è l’ultimo giorno per firmare la campagna paneuropea NoAbortionTourism.eu che chiede di rispettare i Trattati UE, la libertà degli Stati membri e il principio di sussidiarietà e di difendere la dignità e la vita di ogni uomo ed ogni donna, aggredita dalla Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “My Voice, My Choice” (MVMC) per un aborto sicuro ed accessibile in UE.

La Commissione Europea si prepara a rispondere, il 25 febbraio 2026, a  (MVMC), che chiede alla Commissione di finanziare il turismo dell’aborto all’interno dell’UE. Questo progetto ferisce contemporaneamente la libertà delle donne di tenere il loro bambino, evitando un aborto, la fragile vita umana dell’embrione e la libertà degli Stati membri di essere sovrani nella competenza in materia d’aborto.

Per questo la Federazione Europea One of Us, antesignana delle Iniziative dei Cittadini e che raggruppa 50 ONG da 18 nazioni diverse, ha lanciato l’11 febbraio scorso una campagna paneuropea che durerà fino al 25 febbraio, giorno della decisione della Commissione: NoAbortionTourism.eu. L’obiettivo è duplice: proteggere la vita nascente e ribadire che l’Unione Europea non ha alcun mandato legale per intervenire su una materia che i Trattati riservano esclusivamente alla competenza nazionale.

L’aborto è una competenza nazionale

Il 17 dicembre 2025, il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che incoraggia la Commissione a considerare l’istituzione di un meccanismo finanziario finanziato dall’UE per sovvenzionare il turismo dell’aborto in tutta l’Unione. Inoltre è passato un emendamento che chiede di includere il ‘diritto’ all’ aborto nelle carta dei diritti fondanti dell’UE-Unione Europea.

 Ciò estenderebbe l’azione dell’UE in un ambito che rientra chiaramente nella competenza degli Stati membri e che non è mai stato trasferito all’Unione Europea ai sensi dei Trattati.

  • La legislazione sull’aborto è legata all’identità costituzionale, alle tradizioni etiche e alle scelte democratiche compiute a livello nazionale.
  • L’UE non ha alcun mandato per armonizzare o scavalcare indirettamente tali scelte attraverso strumenti finanziari.

“Rispettare la sussidiarietà non è un’opzione politica: è l’espressione giuridica della libertà degli Stati membri e, in ultima analisi, della libertà di ogni cittadino europeo” ha dichiarato Ségolène du Closel, CEO di ONE OF US.

“L’Unione Europea non può utilizzare il proprio bilancio per aggirare le leggi nazionali — in alcuni paesi il diritto penale — su questioni che rimangono di competenza degli Stati membri” ha precisato du Closel.

Un chiaro messaggio democratico

Nessuna Iniziativa dei Cittadini Europei crea nuove competenze per l’UE né obbliga la Commissione a legiferare. La Commissione è tenuta a rispondere, non a espandere i propri poteri. Nel 2013, quasi due milioni di cittadini hanno sostenuto l’iniziativa europea “ONE OF US”, dimostrando che non esiste un consenso europeo a favore del coinvolgimento dell’UE nelle politiche sull’aborto.

Una mobilitazione paneuropea

Attraverso NoAbortionTourism.eu, i cittadini possono:

  • Selezionare il proprio paese e la propria lingua.
  • Inviare un messaggio modificabile al proprio Commissario nazionale.
  • Contattare la Presidente della Commissione e i Commissari competenti.

L’obiettivo è garantire che i Commissari ascoltino direttamente i cittadini prima del 25 febbraio e ricordare loro che la politica sull’aborto rimane una responsabilità nazionale secondo l’ordinamento giuridico dell’UE.

In pochi giorni le firme raccolte da tutta Europa sono state tantissime, secondo gli ultimi dati 34355. Sul podio: Spagna con 4699 adesione, Slovenia con 3689 e Italia con 3663.

Facciamo lo scatto finale?

Marina Casini, facendo suo il discorso di Papa Leone XIV del 9 gennaio scorso al Corpo Diplomatico, che esprimeva «profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto “diritto all’aborto sicuro”», ha invitato a sostenere la mobilitazione: “Forse è vero che la Commissione si adeguerà a questa orribile richiesta, ma noi non possiamo arrenderci. Non possiamo consegnare alla storia una passività, un’indifferenza, una pigrizia. Dobbiamo reagire e la Federazione Europea OOU ci offre questo strumento, che si sta diffondendo nei paesi europei. Facciamoci sentire!”

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