Quinto anniversario del Cav Roma Talenti nel nome di Chiara Corbella

Chiara Corbella avrebbe festeggiato i dieci anni di matrimonio il prossimo 21 settembre. Invece in quella data si aprirà ufficialmente la sua causa di beatificazione e canonizzazione. «Laica e madre di famiglia, sposa e madre di grande fede in Dio», si legge nel documento che dà il via al processo di beatificazione. Chiara, dopo essersi sposata il 21 settembre 2008 si trovò ben presto a vivere situazioni davvero difficili quali la morte di due figli piccoli, entrambe poco dopo la nascita.
Durante la terza gravidanza, a Chiara fu diagnosticato un tumore che la portò a morire il 13 giugno del 2012 per aver rifiutato cure che avrebbero avuto conseguenze mortali sul bambino che portava in grembo. «Una scelta – spiega il cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis – rimane come faro di luce della speranza, testimonianza della fede in Dio, Autore della vita, esempio dell’amore più grande della paura e della morte».

Un momento importante per la diocesi di Roma e per l’intera Chiesa italiana. Ma un momento importante anche per il Movimento per la vita e, all’interno di esso, per i Centri di aiuto alla vita che proprio nel servizio alle madri ed ai loro figli colgono il senso del nostro quotidiano “esserci”.

Ecco perché il Cav di Roma-Talenti ha scelto di dedicare il quinto anniversario della fondazione, sabato scorso 8 settembre, al nome ed alla storia di Chiara.
«Abbiamo deciso di affidare il primo lustro del nostro Cav a quella che riteniamo una testimonianza d’Amore e soprattutto una testimonianza di Vita che dà forza e motivazione al nostro impegno di ogni giorno. Per questo ringraziamo dal cuore il marito di Chiara, Enrico, per averci donato la sua presenza insieme tutti gli amici» ha spiegato Chiara Nardi, presidente del Cav.

Una chiamata ad una riflessione profonda, quella di sabato scorso, alla quale hanno risposto centinaia di persone, una folla che ha riempito all’inverosimile il teatro Viganò della Capitale. Una folla fatta di famiglie con tanti bambini al seguito ed anche tanti giovani. Tutti attenti, per quasi tre ore, a seguire il racconto di Enrico e di padre Vito che hanno ricostruito gli anni che hanno accompagnato le scelte, il dolore e – per quanto può sembrare folle per il mondo – la serenità dei cuori.

Daniele Nardi