Mpv del Tigullio: evento su “Grandezza della Maternità”

Il Movimento per la Vita del Tigullio in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari e il Villaggio del Ragazzo,  con la partecipazione di CAV di Chiavari, Stella dell’Evangelizzazione e Serra Club International, ha organizzato in Avvento l’incontro/testimonianza con Flora Gualdani   dal titolo :

” LA GRANDEZZA DELLA MATERNITA’: NELLA MADONNA E IN OGNI DONNA”

                         La catechesi di Flora sarà intermezzata da canzoni del cantautore  Davide Zanelli

L’evento si terrà:

sabato 9 dicembre alle ore 21

presso il CENTRO BENEDETTO ACQUARONE a Chiavari in  via S. Pio X

La Gualdani, da decenni impegnata  nella difesa della vita nascente  e  nella formazione sui temi della bioetica, ha messo a disposizione del Movimento per la Vita del Tigullio  la sua testimonianza  come proseguimento delle iniziative culturali che ogni anno  portiamo  sul  nostro territorio.

L’ostetrica toscana nel 1964 ha fondato l’Opera Casa Betlemme in stile francescano, facendola diventare un Santuario della Vita, un piccolo “ospedale da campo” specializzato nella procreatica.  E’ un centro  di formazione a cui sono approdati analfabeti e professori, laici e consacrati e dove sono state accolte e aiutate centinaia di  gestanti in difficoltà con i loro bambini: donne di ogni religione e di ogni parte del mondo.

Flora ha viaggiato molto offrendo un personale servizio alla “maternità senza frontiere”: in Bangladesh e India, dall’Africa alla Svezia, Cina e Messico, l’inferno della guerra in Cambogia. Durante il conflitto in Bosnia torna a Medjugorje per togliere dallo stupro etnico un gruppo di donne portandole con sè. Mentre lei gira per il mondo, il mondo comincia ad arrivare a casa sua.

Ha frequentato l’Università Cattolica,  incontrando i suoi grandi maestri: il genetista Lejeune, Wanda Poltawska, i coniugi Billings, la ginecologa Anna Cappella. Ma sopra tutti san Giovanni Paolo II da cui si sente sostenuta in modo straordinario e che considera il grande padre della sua fede.

Ricevette con poche parole, un riconoscimento da Madre Teresa di Calcutta : “Tu stai facendo qualcosa di bello per Dio”. Flora, testimone di una Chiesa in uscita, va nelle periferie esistenziali: la sua vita è una scuola di vita, che lei definisce “Università dell’Amore”, da dove sono passati molti.

Il cuore di Casa Betlemme è la cappellina dove Flora, per volontà del vescovo, tiene l’Eucarestia fin dai tempi del Concilio: è un cenacolo permanente di preghiera centrato nella contemplazione del mistero dell’Incarnazione e nell’esaltazione della maternità di Maria.

Per  l’ostetrica di Arezzo l’accoglienza della vita è un sentiero faticoso dove si colgono con pazienza frutti meravigliosi e ciò che conta è che la donna si senta amata.

L’ambulatorio ostetrico, afferma Flora, è un “confessionale” speciale e dopo mezzo secolo di esperienza si è convinta che la contraccezione è una proposta vecchia e la provetta non ha futuro. Dopo la de-medicalizzazione della gravidanza e del parto, la prossima tappa toccherà la gestione della fertilità.

Flora ha dichiarato che nel tempo della società e dell’amore liquido  i metodi naturali sono un contributo importante per la costruzione di famiglie solide.  Con questa affermazione vogliamo cogliere l’invito di Flora alla conoscenza e alla divulgazione dei moderni metodi naturali per aiutare la donna e le coppie alla conoscenza e alla consapevolezza la propria fertilità.

Nei suoi laboratori di bioetica cristiana si formano negli anni una serie di collaboratori e oblati: sono una fraternità di laici che condividono la sua Regola “Ora, stude et labora”, nell’armonizzazione tra fede, scienza e morale, con un impegno di santificazione personale e coniugale. Singoli o sposati, professionisti di genere vario, ognuno di loro vive del proprio lavoro. Affiancando la fondatrice nel suo moderno apostolato itinerante portano in giro per l’Italia la divulgazione dell’Humanae vitae e del Vangelo della vita mediante teologia del corpo e alfabetizzazione bioetica, con uso anche di linguaggio artistico. La missione è testimoniare la praticabilità del “bell’amore”, fatto di castità e fedeltà (per la santità della famiglia e il benessere della società), cioè gli insegnamenti di san Giovanni Paolo II che si ostinava a credere nell’educabilità dell’uomo, redento da Cristo.

Attenta ai segni dei tempi, comprende l’emergere di una povertà culturale ed il progressivo avanzamento del degrado morale.  Con il suo stile e la sua spiritualità, l’opera è diventata luogo di preparazione per tante famiglie cristiane. Oggi è un’associazione pubblica di fedeli, riconosciuta dall’allora vescovo Gualtiero Bassetti. Un progetto che viene da lontano e va nel futuro.

Patrizia Achilli

Presidente  MpVTigullio