X Rapporto L. 194, Il problema della “contraccezione d’emergenza”: nozioni basilari per capire

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Dopo 40 anni per una prevenzione vera dell’aborto volontario”

 

Per la comprensibilità da parte di chi non ha fatto studi specialistici delle questioni da esaminare a proposito della contraccezione d’emergenza è  opportuno richiamare preliminarmente alcune nozioni essenziali certe e non contestate da alcuno.
Le ricaviamo in sintesi dal libro “Da vita a vita” del professor Bruno Mozzanega, presidente della “Società italiana per la procreazione responsabile(SIpre)” (Ed. Universo, Como, 2010). E’ noto che il concepimento avviene mediante l’incontro di uno spermatozoo contenente 23 cromosomi paterni con l’ovocita portato a maturazione dalla donna, contenente 23 cromosomi materni.

  • In ogni ciclo mestruale la donna porta a maturazione di regola un solo uovo che viene liberato dall’ovaio alla metà del ciclo mediante meccanismi tanto complessi quanto meravigliosi che non è qui il caso di descrivere. L’ovocita è fecondabile di regola soltanto entro le 24 ore dal momento in cui viene liberato. Se non avviene la fecondazione esso si degrada e si decompone.
  • L’ovulazione è determinata dalla comparsa nel corpo della donna di una speciale sostanza chimica, chiamata LH, che fa maturare l’ovocita, lo fa liberare e incide sul progesterone la sostanza preposta a trasformare l’endometrio in una mucosa accogliente. Il fattore LH comincia a crescere 4 giorni prima dell’ovulazione. La sua quantità cresce nelle prime 36 ore e quindi si mantiene ad un livello elevato fino alla ovulazione. In questo complesso meccanismo il muco che pervade i genitali della donna, prima del periodo fertile, impedisce il passaggio degli spermatozoi, ma successivamente si trasforma e consente il cammino degli spermatozoi in modo che essi possano raggiungere la zona ampollare di una delle due tube.
  • Gli spermatozoi hanno una vitalità più lunga: possono sopravvivere per 5 giorni da quando sono immessi nel corpo della donna se sono riusciti a risalire fino alla zona ampollare di una delle due tube, i condotti che collegano le ovaie all’utero.
  • Ne deriva che il periodo fertile in cui può avvenire il concepimento è di 6 giorni: quelli che precedono l’ovula- zione e il giorno stesso dell’ovulazione.
  • La fecondazione avviene proprio in questa zona ampollare. Da lì il concepito scende verso l’utero affrontando un viaggio di 2 o 3 giorni. In tale periodo il concepito utilizza le risorse energetiche che la natura gli ha messo a disposizione e quelle che trova nel canale che percorre. Alla fine del viaggio trova nutrimento, ossigeno e calore impiantandosi nell’endometrio.
  • Endometrio è il nome della parete interna dell’utero. Può essere paragonata ad un terreno fertile che si prepara ogni mese all’accoglienza dell’embrione, cioè a realizzare la sua funzione. Se la fecondazione non avviene, l’endometrio degenera, si decompone e determina la mestruazione, finita la quale il ciclo ricomincia.

di  Carlo Casini
presidente Emerito del Movimento per la Vita italiano.
Tratto da “X Rapporto sull’attuazione della L. 194/1978. Esame della Relazione del Ministro per la Salute per gli anni 2014 – 2015 – 7 dicembre 2016”, p.4.