X Rapporto L. 194, Il problema della “contraccezione d’emergenza”: effetto antiovulatorio o antinidatorio?

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Dopo 40 anni per una prevenzione vera dell’aborto volontario”

La c.d. “contraccezione d’emergenza consiste nella assunzione per via orale di una pastiglia contenente LNG entro 2 giorni dall’eventuale rapporto non protetto ovvero nella assunzione dell’UPA entro 5 giorni dal rapporto. Sul foglietto illustrativo dei preparati di c.d. contraccezione d’emergenza (Elleone, Norlevo, Levonelle) è scritto che essi impediscono soltanto l’ovulazione, ma studi autorevoli sostengono, invece, il loro effetto antinidatorio. Anche soltanto sulla base delle nozioni riassunte relative al concepimento chiunque può capire che l’effetto esclusivamente contraccettivo può non verificarsi. Infatti se il rapporto sessuale avviene dopo che l’ovocita è stato portato a maturazione ed espulso, il concepimento può avvenire e se lo sviluppo del figlio non si completa deve esservi una ragione diversa dal blocco della ovulazione: essa necessariamente non può che consistere nell’impedimento dell’impianto dell’embrione nell’endometrio.

Ma la funzione esclusivamente antiovulatoria dell’UPA e dell’LNG è tutt’altro che certa anche se il rapporto avviene prima della ovulazione, cosicché un gran numero di embrioni non arriva al parto a causa della morte del concepito che non viene accolto nell’endometrio.

Dunque la questione è di sapere se le suddette pillole postcoitali operano soltanto sull’ovulazione, impedendola o ritardandola e così evitando il concepimento o se esse svolgono anche una azione sull’endometrio impedendo l’annidamento dell’embrione. Il loro effetto è soltanto antiovulatorio o (anche) antinidatorio? La differenza è decisiva perché se l’effetto è solo antiovulatorio si può parlare di contraccezione, ma se è antinidatorio avviene la morte di un embrione già formato. Nel primo caso non avviene la generazione di un figlio, nel secondo se ne determina la morte.

di  Carlo Casini
presidente Emerito del Movimento per la Vita italiano.
Tratto da “X Rapporto sull’attuazione della L. 194/1978. Esame della Relazione del Ministro per la Salute per gli anni 2014 – 2015 – 7 dicembre 2016”, p.4.