La Svezia taglia i fondi alle organizzazioni che non promuovono l’aborto

Botta e risposta tra Svezia e Usa. All’iniziativa prolife di Donald Trump che, tramite la legge Mexico City Policy, ha tagliato qualsiasi fondo che provenga dagli Stati Uniti alle organizzazioni che praticano e promuovono l’aborto a livello globale, la Svezia ha risposto in maniera diametralmente opposta. La suddetta legge, introdotta da Reagan nel 1985, fu mantenuta da H.W. Bush, abrogata da Bill Clinton, reintrodotta da Bush figlio e abrogata nuovamente da Obama.

Rinominata dagli ambienti pro aborto come “legge bavaglio” dispone finanziamenti solo per quelle organizzazioni che non praticano l’interruzione di gravidanza.

Ecco perché in Svezia hanno deciso di reagire. I vertici della SIDA (Agenzia Svedese Internazionale per la cooperazione allo Sviluppo) hanno deciso di finanziare solo ed esclusivamente quelle organizzazioni promotrici dell’aborto nel mondo.

SIDA è un’agenzia umanitaria internazionale sotto la direzione del governo svedese. Il suo obiettivo dichiarato è combattere la povertà globale.

Dobbiamo difendere la salute sessuale e riproduttiva e i diritti, in particolare quello delle ragazze e delle donne dei paesi poveri di abortire” ha dichiarato Jamtin, direttrice della SIDA, che poi ha criticato la legge prolife Mexico City Policy, in quanto danneggerebbe i paesi più poveri e più vulnerabili e le donne che lì vivono. Ha aggiunto che la Svezia donerà 20 milioni per aiutare a promuovere l’aborto come bisogno necessario.

A superare il limite ci ha pensato Lisa Denney, dell’Istituto Sviluppo Oltremare, la quale ritiene che “la nuova politica statunitense volta a tagliare i fondi indirizzati alla pratica dell’aborto rischia di causare addirittura più morti, tagliando fondi per zanzariere, vaccinazioni e alimenti arricchiti per combattere la malnutrizione”, tacendo però sugli effetti negativi della decisione della SIDA, che ha praticamente ritirato dei fondi destinati alla salute delle persone nel mondo.

La Denney poi ha continuato:“La gravidanza è la causa principale di morte tra le ragazze adolescenti in paesi in via di sviluppo”, ha affermato, ignorando la radice del problema e invocando l’aborto come una soluzione sanitaria.

All’inizio di quest’anno, la Svezia si è unita ad altri otto paesi nella sfida agli USA raccogliendo fondi per compensare la politica prolife di Donald Trump.