Neonato morto, Gigli: “A Chivasso “morta” anche giovane mamma. Insultarla ora è farisaico”

 Vitanews, 1 GIU – “Di fronte alla tragedia di Torino si sono levati alti gli insulti e le condanne contro il gesto di una donna disperata. Non si tratta di giustificare, ma di comprendere che questo gesto non si differenzia in nulla da tanti aborti procurati a spese dello Stato nella indifferenza generale. Non si differenzia nemmeno dalla cosiddetta contraccezione di emergenza, che in realtà non è altro che una forma di aborto precocissimo, realizzato impedendo l’annidamento in utero. Si tratta di aspetti tragici della stessa società che invoca l’espressione deresponsabilizzata della sessualità, salvo non dare una mano, come pure la legge richiederebbe, quando la donna è sola e in difficoltà o, peggio ancora, condannare semplicemente perché insensatamente la donna non ha saputo prevenire o almeno abortire prima”. Lo afferma il deputato Gian Luigi Gigli, Presidente del Movimento per la Vita Italiano.
“I volontari del Movimento per la Vita Italiano, all’opera ogni giorno per accogliere vite da rispettare in ogni caso, non condannano – sottolinea Gigli -, ma chiedono alla nostra società un cambiamento di atteggiamenti e di cultura, contro l’etica dell’edonismo e della deresponsabilizzazione. Solo una società che ama la vita ed è capace di un accompagnamento solidale di tutte le gestanti in difficoltà sarà in grado di prevenire aborto e infanticidio. A Chivasso non è morto solo un neonato, è stata distrutta anche la vita di una giovane donna. Ritenere che questo infanticidio sia sostanzialmente diverso dalle decine di migliaia di aborti legali è solo perbenismo farisaico, che si indigna solo per ciò che si vede e non ha orrore per il male invisibile”.